Pagina di esempio.

Jessica e Pepo: due anni, 60 kg e una laurea

La tipica giornata di Pepo e Jessica inizia verso le 8, quanto il bellissimo cagnolone si alza e Benni, sorella di Jessica, gli prepara la pappa, prima di iniziare a seguire le lezioni a distanza. Dopo aver fatto colazione, Jessica porta Pepo a fare una passeggiata oppure giocano insieme in giardino. Ogni giorno, comunque, Jessica, Benni e Pepo escono a fare una passeggiata. Prima di cena è obbligatoria la tappa toelettatura: soffiatore e pettine a non finire per cercare di tenere sotto controllo l’infinita quantità di pelo di Pepo. Ma il momento peggiore è la cena: Pepo si siede composto dietra la sedia di papà e, con sguardo compassionevole, spera di ricevere qualche pezzo di cibo. È un attore raffinatissimo e 11 volte su 10 riesce a ottenere qualcosa. Poi tutti a nanna. Pepo è un cucciolotto dormiglione e alle 21.00 crolla nel sonno più profondo.

 

Jessica, ti sei da poco laureata. Quale facoltà hai scelto? Perché?

Mi sono laureata il 16 novembre in Giurisprudenza. Nonostante abbia frequentato un liceo scientifico ho sempre amato le materie umanistiche, il contatto, il confronto e l’interazione con la gente. Sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta e, grazie anche al sostegno di Pepone sotto la scrivania durante i miei studi, sono riuscita a conseguire il titolo di Laurea con un anno di anticipo.

 

 

Perché hai scelto proprio un bovaro bernese?

Inevitabile dire per la sua immensa bellezza, perché è possente, per il suo temperamento e il suo carattere. Ci tengo a sottolineare la grande fortuna di aver trovato un allevamento di persone estremamente competenti: Starry Town di Maurizio, Tiziana e Micol. Grazie al loro costante aiuto e supporto abbiamo capito quali fossero gli aspetti più delicati della razza e, di conseguenza, di quali attenzioni e accortezze avesse e continua ad avere bisogno.

 

 

Qual è l’episodio più divertente che hai vissuto col tuo Pepo?

A causa della pandemia, ho svolto lezioni ed esami universitari per via telematica. Il 25 giugno stavo sostenendo l’esame di diritto del lavoro, Pepo era in giardino intento in uno dei suoi svariati pisolini. Era lì tranquillo e all’improvviso ha deciso di lanciarsi, con tanto di rincorsa, contro la porta finestra della sala da pranzo, proprio dove c’ero io. A causa della serratura rotta e del dolce peso di Pepo, la porta si è aperta e lui è arrivato accanto a me leccandomi la faccia mentre rispondevo alla seconda domanda. Per fortuna il Prof. è stato gentile e, ho saputo, è anche un amante degli animali. Ha riconosciuto in Pepo un bellissimo esemplare di “bernesone” e sdrammatizzando la situazione. Ovviamente Pepo, nonostante la richiesta di andarsene, è rimasto seduto accanto a me per il resto tempo dell’esame, quasi come se fosse interessato! A posteriori, ogni volta che lo racconto mi faccio delle grandi risate (compreso ora mentre scrivo).

 

 

Qual è l’aspetto del tuo cagnolone che ti ha maggiormente stupito e che hai scoperto soltanto nel tempo?

La sua estrema sensibilità verso noi della famiglia. Si avvicina quando capisce che qualcuno di noi non sta bene, si mette in mezzo quando stiamo vicino a un estraneo (e con estraneo mi riferisco anche al mio povero fidanzato che non può avvicinarsi a me quando Pepo è nelle vicinanze altrimenti viene assaltato). Tutt’ora poi mi stupisco di come in passeggiata si avvicini in 100 modi diversi a 100 persone o 100 cani differenti: una continua sfida capire il suo linguaggio.

 

 

Qual è la cosa che hai fatto maggior fatica ad insegnargli?

Sicuramente la condotta al guinzaglio, tra la sua mole e il suo naso sempre a terra è sicuramente la sfida più difficile, ma piano piano si migliora. Sia lui, sia io, quindi son fiduciosa.

 

Tre aggettivi per descrivere Pepo

Intelligente, col suo sguardo da gigante buono sembra ingenuo, ma è molto più astuto di quanto si possa pensare. Affettuoso, non perde occasione per un bel grattino sotto le orecchie o sulla pancia. Giardiniere, non ha mai scavato una buca, ma non ha mai smesso di potare siepi, gelsomino, rose… più le spine son grosse più sono appetitose!

 

 

Qual è l’attività che preferite fare insieme?

Senza dubbio camminare, leggo spesso chi definisce il Bernese come cane da divano, ma non sono per niente d’accordo. Nei momenti di tranquillità riposa volentieri, ma non appena vede collare e guinzaglio si carica e resta così fino al rientro a casa: non saranno di certo cani portati per il salto a ostacoli, ma di resistenza ne hanno da vendere.

 

Qual è il posto più bello dove siete stati?

Trovarne solo uno è difficile. Di certo ovunque ci sia neve è per lui Paradiso; dopo quest’estate aggiungerei anche ovunque ci sia una pozza d’acqua avendo passato 2 settimane nell’area Dog Camp del camping Union Lido (super consigliato per le vacanze a 4 zampe) facendo in continuazione dentro e fuori dal mare a nuotare.

 

 

L’abitudine più strana/divertente del tuo cane

Ogni volta che gli si chiede se ha fame muove il testone di lato come per dare il suo consenso. (Video di dimostrazione in allegato)

 

 

Una citazione che rappresenta la vostra coppia!

Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato”. Schopenhauer l’aveva di certo vista lunga.

 

 

Noi di Pet&People magazine non possiamo che ringraziare Jessica e Pepo che, parlando della nostra pagina, hanno detto che apprezzano il nostro continuo essere aggiornati sul canale Instagram, ma soprattutto apprezzano moltissimo gli articoli tanto interessanti sul magazine online (che ovviamente vi consigliamo di leggere). Ci hanno dato anche un ottimo consiglio: intervistare qualche educatore cinofilo che si renda disponibile a raccontare e spiegare il legame padrone-pelosone. Per il resto nessun’altra osservazione se non quella di continuare così!! Super.

Regali di Natale per i nostri Pet

 

Noi di Pet&People magazine abbiamo raccolto per voi tante idee su misura dei nostri amici pelosi. Partendo dal presupposto che il regalo migliore è quello fatto col cuore, quest’anno il mercato si sta orientando su questi preziosi prodotti:

 

Collari personalizzati con ricamato il nome del tuo peloso

Per cani di taglia piccola o grande, si possono personalizzare con diversi colori, larghezze e caratteri (font).

Photo by: @particollars 

 

Cucce extra lusso

Sofà di charme per cani e gatti – interamente realizzati a mano – che coniugano il gusto dell’eleganza con quello dell’assoluta praticità. Per lo stile inconfondibile e l’accuratezza dei particolari rappresentano una proposta unica ed originale. Trovate sul nostro sito l’articolo dedicato a “Le Cicce – Luxury Pet Beds”.

Photo by: @le_cicce e @icuccioliditabata 

 

e alcuni eccezionali oggetti che facilitano la vita, sia al cane, sia al padrone.

 

Pet Nail Grinder

Tra gli oggetti che hanno attratto maggiormente la nostra attenzione, c’è un aggeggio per limare e accorciare le unghie di cani e gatti. Chi ha un pet, sa quanto sia difficile riuscire a realizzare la ZAMPICURE perfetta ai nostri amici. Ecco quindi che questo attrezzo, semplicissimo e sicuro, arriva in nostro aiuto.

Dog model: @happydoghugo

 

Realizzato con materiali di ottima qualità, si utilizza come una vera e propria lima per le unghie. Se anche il nostro pet dovesse muoversi, non c’è alcun rischio che si ferisca o si faccia male. Noi l’abbiamo trovato geniale, l’abbiamo provato per voi e ve lo consigliamo vivamente.

Ecco il link per poterlo acquistare:  https://pettygrind.myshopify.com

 

 

 

Per quanto ci riguarda, lo abbiamo già messo sotto il nostro alberello.

Fateci sapere cosa ne pensate!

CONTROCANTO

Prima ancora della nascita dell’agricoltura, un evento eccezionale ha caratterizzato i millenni di storia dell’uomo raccoglitore e cacciatore: l’addomesticamento del lupo, attraverso un processo di coevoluzione e di convivenza con l’uomo, la progressiva perdita di aggressività selvaggia e l’aumento di docilità, che hanno creato il miracolo, che è sotto i nostri occhi, dell’attuale comunione tra uomo e cane.

Il lupo originario si è modificato e trasformato in decine di razze diverse di cani che si sono specializzati in funzioni utili alla difesa e alla compagnia dell’uomo. Questa umanizzazione del cane si attua nella comunicazione diretta tra uomo e animale attraverso la comprensione del linguaggio dei segni, dei toni di voce e delle espressioni del volto e del corpo. La comunione con l’uomo ha trasformato un animale simbolo di aggressività come il lupo in un essere docile e comprensivo, premuroso e fedele: quasi umano.

Ciò che non è avvenuto è l’opposto: l’uomo, il grande dominatore della terra e del tempo, continua anche oggi a non imparare la lezione del suo amico cane. Il poeta Salvatore Quasimodo lo interpella con queste parole: “Sei ancora quello della pietra, uomo del mio tempo” e il commediografo latino Plauto e, più tardi, il filosofo Thomas Hobbes, in modo più coerente con il nostro tema, parlano di “homo homini lupus”: dopo decine di migliaia di anni con le sue guerre, le sue rivalità, l’egoismo e le ingiustizie “l’uomo è un lupo per l’uomo”, per gli altri uomini: quasi disumano.

Ph: Sebastian Magnani

I dati e-commerce che riguardano i Pet

I dati da analizzare sono stati moltissimi e hanno permesso di delineare un’idea precisa che riguarda i nostri amici Pet.

Quali sono le categorie col maggior sviluppo

Tra i principali dati emersi dall’indagine: le categorie che sono maggiormente cresciute nel periodo in questione sono state quelle relative ai prodotti per uccelli (+235,6%), seguite dai prodotti di acquaristica (+171,2%), per cani (+145,7%) e infine per gatti (+115,6%). Tra i prodotti più cercati online, nello specifico, ci sono stati cibo per cani e cibo per gatti, sintomo che la spesa online è stata una necessità anche per gli amici a quattro zampe. Ancora, tra gli ulteriori prodotti in lista, vanno citati farmaci veterinari, acquari, gabbie per uccelli e voliere, trasportini, lettiere per gatti, filtri e pompe per acquari, cucce per cani e gatti e tiragraffi.

La fase 2

A partire dalla fase 2, i prezzi legati agli articoli per animali stanno tendendo a diminuire, ad esempio: cucce per cani e gatti (-19,4% rispetto al periodo di lockdown), giochi per cani (-16,6%), acquari (-15,4%), articoli di toelettatura (-13,6%), filtri per acquari (-11,8%), gabbie per uccelli e voliere (-11,5%), trasportini (-9,4%) e casette per uccelli (-6,9%).

Durante l’emergenza: i prodotti più cercati

Analizzando complessivamente le dieci categorie merceologiche maggiormente cercate nell’ultimo anno dagli e-consumer italiani è possibile vedere come queste siano state: cibo per cani, cibo per gatti, farmaci veterinari, acquari, gabbie per uccelli e voliere, trasportini, lettiere per gatti, filtri e pompe per acquari, cucce per cani e gatti, tiragraffi. Si tratta, come è possibile notare, di prodotti “standard”, utili per un qualsiasi proprietario di animali.

La fluttuazione dei prezzi in fase di lockdown

Interessante notare l’andamento dei prezzi. Confrontando la fase di lockdown con il periodo precedente è possibile vedere come i prezzi dei 21 articoli maggiormente cercati siano aumentati mediamente del +2,9%. Si tratta, tuttavia, di una percentuale media che comprende tutte le categorie sommate tra loro in termini di costi mensili; preso individualmente ogni singola tipologia di prodotto è stata oggetto di fluttuazioni maggiori. Nel dettaglio, tra gli articoli il cui prezzo è diminuito troviamo: cibo per gatti (-18,4%), tiragraffi (-14,0%), accessori per acquari (-10,0%), cibo per cani (-9,6%), ciotole per animali (-7,8%), mangime per pesci (-6,6%), filtri e pompe per acquari (-4,6%), gabbie per uccelli e voliere (-3,1%). Viceversa, tra i prodotti il cui prezzo è aumentato vi sono: acquari (+0,4%), guinzagli e collari per cani (+0,6%), accessori per cani (+3,6%), mangime per uccelli (+5,6%), toelettatura (+5,8%), abbigliamento per cani (+7,5%), farmaci veterinari (+8,3%), lettiere per gatti (+13,7%), giochi per cani (+14,2%), cucce per cani e gatti (+17,1%), trasportini (+20,3%), casette per uccelli (+24,1%) e infine accessori per uccelli (+28,1%).

I singoli articoli più desiderati

Analizzando i singoli articoli più cercati in questo periodo, e precisamente dal 4 al 24 Maggio, è altresì interessante notare come si tratta di prodotti stagionali fondamentali proprio in primavera: al primo e al terzo posto vi è infatti il collareantiparassitario Bayer Seresto, mentre al secondo troviamo le pipette Advantix antipulci, indispensabili per la protezione dei nostri animali da fastidiosi parassiti come pulci e zecche. “Come si poteva immaginare, gli italiani in fase di lockdown non hanno pensato solamente ai propri bisogni, ma ovviamente anche a quelli degli animali domestici, segno che laddove possibile i nostri concittadini hanno sempre preferito acquistare online” afferma Fabio Plebani, Country Manager dell’Italia di Idealo. “È molto interessante notare poi come tra i prodotti più cercati vi siano stati giochi per cani, a dimostrazione di come i proprietari non abbiano pensato solo al cibo e al necessario, ma anche a dell’intrattenimento e allo svago. Non sorprende quindi vedere come i prezzi dei giochi per cani durante la fase di lockdown siano aumentati del +14,2%, anche se poi abbiamo visto come gli stessi siano diminuiti del -16,6% durante la fase successiva. Ciò fa capire chiaramente come quasi tutto, online, sia soggetto a fluttuazioni dei prezzi, e quindi anche gli articoli per i nostri amati animali da compagnia”.

Otto, Debora e Maurizio: il profumo della vita

Ogni amico a quattro zampe ha un compito da affrontare nella sua vita. Il compito di Otto è stato quello di insegnare ai suoi “genitori umani” a trovare forza nella vita, a sorridere anche quando la vita si fa dura e a imparare a cogliere tutto ciò che il mondo ci dona. Otto insegna a tutti noi il valore dell’amicizia e della fedeltà.

Come è nata l’avventura di Amici di Otto?

L’avventura di Amici di Otto è nata un po’ per caso… Fin da quando era cucciolo, notai che Otto aveva una spiccata propensione per fare il modello: dietro a un obiettivo diventava un vero e proprio attore, un’abilità innata. Devo dire che sembrava proprio vanitoso (e lo è tutt’ora). A differenza di molti altri cani, Otto si mette in posa ogni qualvolta ci sia un cellulare o una macchina fotografica nei paraggi. Otto, inoltre, si è ammalato da piccolo (lo raccontiamo più avanti) e dopo questo brutto episodio molte delle persone che ci conoscevano e ci sono state vicine in quella brutta vicenda chiedevano aggiornamenti sulla sua salute. In molte ci dissero che avrebbero gradito restare in contatto.

E da quel momento hai iniziato a pubblicare la vita e la quotidianità di Otto?

Sì, ho iniziato a pubblicare sui social le foto di Otto, cosa faceva, se miglioravano le condizioni di salute, come trascorreva i giorni, così tutti potevano seguirlo. Inizialmente pubblicavo tutto sul mio profilo Facebook, poi decisi di aprire una pagina Instagram. Instagram è soprattutto postare foto della tua passione dei tuoi hobbies, mostrare al mondo ciò che maggiormente ami fare: ecco, per me non c’è cosa migliore al mondo che trascorrere il tempo col mio cane, con il mio Ottino.

Perché proprio Amici di Otto?

Perché volevo proprio che tutte le persone che ci seguivano diventassero una vera e propria cerchia di amici, tutti amici di Otto. E fu proprio così! Oggi, dopo due anni, abbiamo veramente creato una cerchia di persone e di amici tutti stretti intorno a Otto. E non soltanto in Italia; siamo riusciti a trovare i fratelli e le sorelle di Otto e con alcuni di loro siamo in contatto costantemente; abbiamo conosciuto nuovi amici, alcuni ormai sono diventanti indispensabili nella nostra vita. Nella pagina pubblichiamo le nostre abitudini, la nostra vita, i nostri cambiamenti, le nostre avventure e le gite, pubblichiamo il nostro amore, pubblichiamo i nostri amici, gli amici di Otto.

Ma voi chi siete?

Chi siamo? Beh, principalmente è Otto. È lui che il protagonista che comunica attraverso le foto e i video ai suoi amici. Fa commenti, racconta in prima persona. Poi ci siamo noi, Debora e Maurizio:.Noi siamo la sua mamma e il suo papà, piccole comparse, io sono anche il suo interprete personale!

Tra le varie razze avete scelto il Golden retriver. È stato casuale oppure è stata una scelta vera e propria?

In realtà è stato un caso, o, come dico io, il fato, il destino. Un giorno il mio compagno mi disse che desiderava un cane. Voleva un bouledogue francese, poi un labrador coloro cioccolato. Io, un po’ spiazzata, gli dissi che doveva essere convinto e che scegliere di prendere un cane non era uno scherzo. Era importante scegliere una razza che fosse un po’ come noi e si adattasse bene al nostro stile di vita in modo che nessuno ostacolasse l’altro. Ad esempio noi abbiamo il gommone e amiamo l’acqua, il mare, nuotare, ma d’inverno la neve e la montagna ci piacciono altrettanto. Quindi gli consigliai alcune razze che per indole avevano queste stesse passioni e scoprii che non conosceva il golden retriver, i patatoni dorati. Guardammo diversi annunci quel pomeriggio, facemmo diverse chiamate e andammo a vedere un’unica cucciolata. Otto si presentò, fece tutto da solo, era il pagliaccetto della cucciolata e noi ci innamorammo subito.

Ci racconti un episodio indimenticabile che hai vissuto con Otto?

Ho tanti episodi scolpiti nella mente, ma quello che in assoluto resterà indelebile, forse perché la paura fu tanta, è stato quando si ammalò. Furono giorni, furono giorni terribili, non ricordo di aver mai pianto così tanto. Ma c’è stato un attimo in tutta questa tristezza che in realtà è stato luce, amore, l’amore quello vero.

Una brutta malattia?

La cartella clinica di Otto metteva in luce una situazione davvero drammatica. Secondo i medici non avrebbe passato la notte. Sono stata con lui soltanto per un’ora, la più straziante che io abbia mai trascorso. Mi misi a terra accanto a lui, presi le sue zampe fra le mie mani e iniziai a parlare. Notai che la dottoressa ci lasciò da soli uscendo in lacrime anche lei, gli dissi che ero io, la sua mamma, che mi mancava terribilmente, che la mia vita improvvisamente era diventata vuota senza di lui, gli dissi che c’erano i suoi pupazzi a casa che lo aspettavano, c’era papà, gli dissi che papà stava soffrendo tanto e che lo amava immensamente. Gli dissi che dovevamo tornare fuori a giocare e a stare tutti bene e che doveva fare ancora il suo primo tuffo dal gommone.

E Otto reagì?

Gli dissi che se avessi potuto prendere tutto il suo male e trasferirlo a me l’avrei fatto, avrei voluto solo vederlo ridere, correre e giocare come un cucciolo di sei mesi, che era ingiusto tutto ciò che gli stava succedendo, gli dissi che doveva sconfiggere quel male e buttarlo fuori. “Solo tu puoi farlo Otto! Prendilo e mandalo via, prendilo e mandalo via, reagisci! Reagisci, cavolo!” Lui era stretto a me, le lacrime mi scorrevano in volto. Capii che mi aveva sentito, che capiva e sentiva la mia presenza.

E in quel momento gli hai fatto una promessa…

Lo pregai, lo pregai di tornare con me e gli feci una promessa, che io so che desiderava tanto. Sarebbe stato il nostro piccolo segreto, ma doveva guarire e tutto si sarebbe avverato! Durante la notte non chiusi occhio, restai immobile davanti alla tv, la mia testa era in blocco. Nessuno si fece vivo. Alle 7:30 chiamai e mi dissero di richiamare alle 9.00 che mi avrebbero dato il referto dell’emocromo. “È vivo” pensai. Aspettai le 9 “i globuli bianchi sono saliti a 6000” “6000?! Davvero?” All’una erano diventati 10mila, stava reagendo, mi aveva ascoltato. Venne dimesso. L’incubo durò ancora per due mesi, ma era a casa, era con me, con noi, insieme.

Cosa ti ha insegnato Otto?

A reagire, ad avere forza nell’affrontare la vita, a capire l’essenza delle cose importanti. Piangere? Mai! Otto mi ha insegnato proprio questo: a sorridere sempre, a godere la vita! Perché sì, Otto la vita se la gode. Lo vedo come assapora la sabbia, l’acqua, l’erba sotto le sue zampe, o come odora l’aria, con quelle orecchie al vento. In quei momenti fa lunghi sospiri come a dire: “ahhh, sììì… il profumo della vita”.

 

 

L’autismo e i benefici del rapporto con gli animali

 

Ti chiediamo di darci la definizione di autismo, in modo che possa essere comprensibile ai nostri lettori.

L’autismo è un disturbo organico causato da una predisposizione genetica e fattori di rischio ambientali che comportano un’alterazione dello sviluppo del cervello, un funzionamento differente in cui gli stimoli vengono percepiti in modo diverso rispetto a un cervello neuro-tipico. Nell’ultimo manuale diagnostico si parla di diade sintomatica indicando un deficit nell’area della comunicazione sociale (linguaggio verbale e capacità di interagire socialmente) e un deficit di immaginazione (repertorio ristretto di attività, interessi e comportamenti ripetitivi e stereotipati).

Va tenuto in considerazione anche l’aspetto sensoriale perché molte di queste persone hanno un funzionamento senso percettivo differente. È bene ricordare che ogni persona è unica e perciò si parla di spettro dell’autismo con differenti gradi di compromissione. “Quando conosci una persona con autismo, conosci Una Persona con autismo”. – Stephen Shore –

 

 

Pur nella complessità dell’Autismo, quali sono le fatiche e le difficoltà che tendenzialmente una persona con autismo vive quotidianamente?

La complessità dei neurotipici. Come detto prima, il funzionamento autistico si manifesta quando c’è un deficit nella comunicazione e nell’integrazione sociale, quindi persone con questo tipo di funzionamento hanno difficoltà nello sviluppare o mantenere amicizie, nel condividere esperienze, nel mettersi nei panni dell’altro. Per noi uomini, che siamo animali sociali, faticare nella reciprocità e nell’integrazione comporta stress, incomprensioni, ansia. Ci sono svariate testimonianze di persone con funzionamento autistico che descrivono questa fatica sociale (per esempio andare a un compleanno, fare un aperitivo con gli amici, prendere il pullman) come causa di grande ansia. Mantenere il contatto oculare con l’interlocutore, adeguarsi ai diversi contesti sociali, fingere interesse in conversazioni di routine comporta un grande dispendio di energie e di concentrazione.

Queste attività per i neurotipici sono innate, vengono quasi in automatico, come respirare. Se poi a questo aggiungiamo la diversa percezione a stimoli sensoriali possiamo capire quanto sia difficile la quotidianità per una persona con funzionamento autistico. Infatti, se il cervello di una persona neurotipica riesce a schermare diversi stimoli (per esempio rumori esterni, luci, odori), quello di una persona con funzionamento autistico fa molta più fatica e gli serve concentrazione ed energia per setacciare gli stimoli utili e quelli meno. Sarebbe positivo che le persone neurotipiche entrassero maggiormente in empatia con le persone con funzionamento autistico, che si creasse un ponte tra le due culture.

 

 

La relazione con l’animale

Fatta questa premessa è importante sottolineare il ruolo che la relazione mediata dall’animale può assumere con persone con autismo. Il primo aspetto che deve essere preso in considerazione è quello verbale. C’è qualcosa che paradossalmente accomuna le persone con autismo e gli animali ed è la mancanza di comunicazione verbale finalizzata da parte di entrambi, per entrare in contatto con il mondo esterno. Questo aspetto è la base per una relazione che si basa su un linguaggio comune, fatto di mimica, prossemica, di corpo. Ecco quindi che l’animale trova nella persona con autismo un essere vivente con il quale comunicare in maniera vicina alla propria modalità tipica, e la persona con autismo, se non verbale, trova nell’animale la possibilità di entrare in relazione attraverso canali non convenzionali, non tipici dell’essere umano.

 

 

Una semplificazione per comprendere meglio

Semplifichiamo, ma al fine di rendere meglio l’idea: è come se, dopo molto tempo passato in un territorio senza conoscerne la lingua, trovassimo un altro essere che utilizza il nostro codice comunicativo. Si crea immediatamente una comunanza, una vicinanza emotiva e relazionale che non è comprensibile a livello cognitivo, come spesso accade quando ci relazioniamo con un animale. È come se tra l’animale e il protagonista coinvolto la relazione passasse su un canale “non visibile” all’occhio umano non addestrato a leggere le dinamiche uomo-animale.

 

 

La difficoltà della persona con autismo

L’altro aspetto da tenere in considerazione è la difficoltà per la persona con autismo di uscire dallo schema mentale interiore. Spesso, infatti, il lavoro quotidiano viene preparato con l’operatore di riferimento tramite la striscia del tempo, ossia lo schema quotidiano delle attività da svolgere. L’animale appositamente preparato è in grado di accompagnare il protagonista, con la supervisione del conduttore, attraverso le “tappe” di questo schema, ma poiché nel nostro approccio l’animale non viene umanizzato né addestrato, ma soltanto educato e accompagnato in quelle che sono le sue inclinazioni individuali, può capitare che questo schema subisca qualche minima variazione e l’aspetto interessante che abbiamo notato è che se è l’animale a “infrangere la sequenzialità” pianificata, per il protagonista è meno grave rispetto a quando succede a causa di un suo simile umano. Proprio come se l’autenticità e la spontaneità del cane permettesse al protagonista di stare in uno schema, ma di maturare un livello di elasticità sempre maggiore.

 

 

Bambini, adolescenti e adulti

Nei percorsi con il Servizio Territoriale Autismo abbiamo incontrato, con i nostri animali, bambini, adolescenti e adulti. Il lavoro con i bambini ha previsto l’attività finalizzata all’acquisizione di regole nella gestione e nella relazione con l’animale. La regola, grazie all’animale, non viene imposta, ma viene condivisa ed è l’animale, attraverso il suo modo naturale, a far comprendere al bambino quanto è importante rispettarla. In occasioni di contatto fisico, per esempio, la manipolazione più forte può essere fastidiosa e, se capita, l’animale semplicemente si alza e si allontana dal posto, dando al bambino la possibilità di comprendere concretamente quanto sia importante avere regole in un mondo sociale.

 

 

Il dono del non-giudizio

L’animale ha il grande dono del non-giudizio. Il bambino pertanto non viene visto come un bambino “diverso”, ma semplicemente come un bambino. Questo significa che se l’animale percepisce che qualche cosa non sta funzionando, che il bambino è troppo invadente o non rispetta la regola di convivenza, semplicemente si alza e si allontana, senza alcun giudizio e senza fare sconti. Un’esperienza di questo tipo vissuta dal bambino è un’esperienza assolutamente utile alla vita quotidiana.

L’animale permette inoltre di sperimentare empatia e consapevolezza verso l’altro, che può diventare stimolo per aprire il bambino con autismo a un mondo più sociale. Il lavoro con adulti e adolescenti diventa anche uno spazio di integrazione sul territorio, lavorando sul grande dono dell’animale che assume il ruolo di fulcro sociale. Passeggiare con un cane significa incontrare altre persone, altri cani e fermarsi a condividere aspetti dei propri animali. In quelle occasioni sono stati i ragazzi a interagire con le persone, ciascuno per le proprie capacità.

 

Chiediamo a Marianna di raccontarci, brevemente, quello che ha osservato nei bambini e ragazzi che frequentano il Servizio Territoriale Autismo, nella relazione con l’animale, fornendoci un punto di vista esterno.

L’esperienza decennale maturata con la collaborazione con il Centro Italiano di Consulenza Relazionale B.A.U. permette di riscontrare l’incremento del livello di benessere per la persona con funzionamento autistico nella relazione mediata dalla animale, un abbassamento dello stato d’ansia grazie alla calma e alla capacità dell’animale di stare nella relazione che assume connotazioni non giudicanti ed accoglienti. Si è notato inoltre un notevole incremento nell’autostima di alcuni ragazzi grazie alla fiducia che il cane dimostra lasciandosi condurre. La persona, inoltre, è appagata e la relazione mediata dall’animale diviene paritetica grazie alla capacità dell’animale di ascoltare e di comprendere, restituendo feedback. Non da ultimo, a livello sensoriale per alcuni ragazzi il toccare, accarezzare il cane può aiutare a diminuire lo stress a stemperare l’ansia.

L’animale riesce insomma a essere incisivo laddove alcuni animali non umani neurotipici falliscono. Non si ferma infatti ad un’etichetta, ma va oltre, vedendo, respirando e vivendo la Persona che ha davanti a sé in quanto essere unico e irripetibile. L’animale diviene un alleato della persona con autismo, che può comprendere e tessere relazioni significative in un contesto dove il cane diviene “protezione e base sicura”.

 

Il Condomicio: un aiuto prezioso in tempo di Coronavirus

 

Nel settembre del 2019, a due passi da Milano, precisamente a Novate Milanese, è nato Il Condomicio, la pensione a misura di gatto nata per offrire un punto di riferimento specializzato ai proprietari di gatti. In questo splendido luogo, infatti, i nostri amici gatti non restano chiusi in gabbia, ma sono liberi di muoversi, di rilassarsi, di esplorare, di giocare e socializzare con gli altri ospiti. Il Condomicio è un open-space di circa 100 mq con molti percorsi divertenti per i nostri amici gatti.

 

Com’è strutturato

Molti passaggi su diverse altezze, nicchie, giochi per offrire vari stimoli, fontanelle con acqua sempre fresca e corrente, aromaterapia e musicoterapia, aria condizionata per le giornate estive più calde: tutto questo è il Il Condomicio che offre anche servizi di cat-sitter e organizza corsi di vario genere. In questo periodo di Coronavirus, abbiamo chiesto al titolare Massimo Persichino di rispondere ad alcune domande sull’iniziativa che ha messo in atto per aiutare i proprietari di gatti in difficoltà.

 

 

La vostra area è tra le più colpite della Lombardia? Qual è la situazione?

La nostra attività si trova alle porte di Milano, a Novate Milanese, fortunatamente nella nostra zona la percentuale di casi positivi è bassa, ma al momento, come tutti, dobbiamo restare a casa e prestare attenzione a tutte le nuove disposizioni. Per fortuna riusciamo a vedere il lato positivo: possiamo passare più tempo con i nostri cani e con i nostri gatti.

 

 

Come e perché è nata questa idea di Condomicio?

Il Condomicio è nato come punto di riferimento specializzato dedicato al mondo dei gatti. Dopo anni di esperienza nel settore, abbiamo capito che uno dei nostri punti di forza è la capacità di instaurare un rapporto di fiducia reciproca con i nostri clienti, andando incontro alle singole esigenze, per un servizio professionale e su misura. Dopo un primo momento di riflessione, ci siamo messi nei panni delle persone a casa e abbiamo deciso di attivarci per fare qualcosa di concreto e utile, mettendo a disposizione la nostra pensione per accogliere i gatti di persone ricoverate per Covid-19 che non hanno nessuno a cui poter affidare il proprio gatto.

 

 

Avete avuto un buon riscontro?

Fin da subito abbiamo ricevuto tantissimi commenti e messaggi di ringraziamento da parte di persone che erano preoccupate perché non sapevano a chi lasciare il proprio gatto in caso di ricovero. Questa notizia li ha fatti sentire sollevati. Siamo stati contattati da diverse associazioni, radio e giornalisti che hanno sparso la voce in tutta Italia e abbiamo ricevuto molte chiamate anche da diverse regioni. Al momento fortunatamente non abbiamo avuto richieste di gatti che si trovano con padroni ricoverati.

 

 

Avete lanciato altre iniziative?

Per natura siamo abituati a non fermarci mai e a lanciarci in nuove idee creative, per questo, per sentirci un po’ più vicini ai nostri clienti, ma anche a tutte le persone che hanno gatti, abbiamo lanciato l’iniziativa “La mia quarantena a 4 zampe” con l’obiettivo di far raccontare alle persone come stanno vivendo questo particolare momento insieme ai loro gatti. Inoltre, abbiamo deciso di iniziare una serie di dirette sulla nostra pagina Facebook coinvolgendo diversi professionisti del settore, così da trattare argomenti a tema gatto sotto diversi punti di vista, dando consigli utili alle persone a casa. Abbiamo iniziato con Davide Cavalieri direttore di Radio Bau & co, con la Dott.ssa Sabrina Giussani medico veterinario esperto in comportamento. Stiamo anche ultimando lo shop online in cui ci saranno solo prodotti di qualità per gatti, dagli accessori alla pappa, così da portare la qualità direttamente a casa delle persone. Purtroppo con l’attuale situazione abbiamo dovuto rinviare i corsi professionali per Cat Sitter che avevamo organizzato. Visto il grosso interesse riscosso e le richieste di partecipazione arrivate da tutta Italia, attendiamo ulteriori sviluppi per valutare se poterli riproporre in webinar o dal vivo più avanti.

 

 

Avete previsioni per l’estate in arrivo?

Attualmente le persone stanno continuando a prenotare anche perché, qualora fossero impossibilitati a partire per le vacanze, molti pensano di portare il proprio gatto in Condomicio per una vacanza di svago e benessere, visti i percorsi su diverse altezze e l’ampia area giochi e relax di cui disponiamo.

 

www.ilcondomicio.it

 

Per maggiori informazioni: 

MILANO PET S.R.L.S.

Mail: ilcondomicio@gmail.com

Indirizzo: Via T.A. Edison, 53/A – 20026 Novate Milanese (MI)

Tel +39 3248056013

P.I. e C.F. 10916050965

 

 

Un gruppo di amici e l’amore per i Terrier di tipo Bull

 

Com’è nata l’associazione e perché?

Siamo una piccola e giovane Associazione di volontariato, definita Odv (Onlus) denominata Bull&love.rescue. Siamo operativi da circa tre anni, nati a seguito di una grande passione e di un grande amore che accomuna ogni membro del direttivo: un gruppo di pochi amici, per l’esattezza sette, che hanno deciso di unirsi per aiutare i nostri amati terrier di tipo bull: i Bull Terrier, Pit Bull, Amstaff & co. L’Associazione è nata per dare una seconda possibilità anche a quei cani che, per qualche motivo, hanno combinato dei guai e sono stati dunque catalogati come cani pericolosi.

 

 

Chi sono i fondatori e come operate?

Il nostro gruppo è composto dal presidente e Addestratore Cinofilo Stefano Blecich; il vicepresidente Silvia Schiavinato, operante sul territorio del Piemonte e Lombardia, e dai membri Milesi Silvan ed Eleonora Martino, operanti in Lombardia zona Lecco/Como, Simone Spadaro e io, operanti sulla Lombardia, in particolare su Bergamo, Cremona e Brescia. Abbiamo anche alcuni volontari dislocati al Nord e Centro Italia che ci aiutano e possono intervenire per noi. La nostra associazione è specializzata nel recuperare, rieducare, gestire e ricollocare i cani morsicatori e pericolosi. A volte, addirittura, siamo l’ultima spiaggia per quei cani definiti killer.

 

 

Avuto raggiunto risultati soddisfacenti?

Nel 2018 abbiamo operato come un gruppo di amici raggiungendo ottimi risultati (molte adozioni). Ecco quindi che da quel momento abbiamo cominciato a riflettere su come ampliare l’Associazione e nel 2019 abbiamo deciso di registrare l’associazione Odv in regola con la Regione con tutti i requisiti del terzo settore. In seguito alla registrazione ci siamo mossi su altri fronti organizzando raduni, tesseramento dei soci, partecipando a eventi (come ad esempio la Corrdidog 2019 a Bergamo, la Festa della Sport e la manifestazione a Tutta Coda di Torino) con i nostri banchetti. Il tutto è stato fatto con la finalità di raccogliere i fondi necessari che ci permettono di sostenere i cani recuperati che si trovano nei box.

 

 

Quanti cani siete riusciti a reinserire?

Dal 2018 a oggi abbiamo dato circa 300 cani di tipo bull e di altre razze in adozione. È un risultato straordinario.

 

 

Qual è il vostro sogno e il prossimo obiettivo da raggiungere?

Non abbiamo ancora una struttura nostra e quindi ci appoggiamo presso una pensione in provincia di Varese, in attesa di realizzare il nostro sogno: una struttura tutta nostra dove poter accogliere un numero più corposo di cani e svolgere attività di recupero comportamentale con i nostri corsi di Cultura alla conoscenza, educazione e addestramento la Bull&love. Rescue School tenuti dal nostro presidente con il nostro supporto.

 

 

Quali sono i cani che principalmente aiutate? Da quali storie arrivano?

I cani che aiutiamo principalmente sono rinunce di proprietà poiché il padrone non è più in grado di gestire o sostenere il proprio animale e quindi ci occupiamo della sua adozione. Alcuni recuperi arrivano da sequestro, altri sono cani che hanno causato incidenti domestici e non, e ancora, cani invisibili che per anni sono stati detenuti e chiusi in canile perché inadottabili a causa del loro comportamento. Ma ci occupiamo anche di dare aiuti ai volontari in difficoltà con le adozioni di alcuni dei loro cani.

 

 

Qual è stata la situazione più drammatica a cui avete dovuto far fronte?

Le situazioni più drammatiche che abbiamo dovuto affrontare in questi anni sono state tante ma, una in particolare che vogliamo raccontarvi è la storia di Diablo. Diablo è un giovane pit bull, una rinuncia di proprietà, così per lui si aprono le porte del canile in provincia di Torino. Dopo un periodo abbastanza tranquillo in cui ha soggiornato nei box del canile, un giorno ha attaccato una volontaria della struttura provocandole una gravissima ferita al volto. La volontaria è stata portata via in elisoccorso, è stata ricoverata d’urgenza e, a causa delle gravi ferite, ha dovuto subire numerosi interventi chirurgici. Così Diablo finisce in un box di isolamento totale perché il personale del canile aveva molto timore che potesse accadere di nuovo un episodio simile.

Le possibilità di Diablo erano soltanto due: o passare il resto dei suoi giorni in isolamento e aspettare la morte, o essere soppresso. Una volontaria del canile, impietosita, ci ha chiesto aiuto. Così Silvia e Stefano si sono resi subito disponibili a valutare e ad analizzare la situazione. Bull&love.rescue decise che quel cane avrebbe avuto la nostra protezione e, sotto la nostra ala, lo trasferimmo in un altro canile di Torino (dove ci appoggiamo in caso di necessità). Sotto la stretta osservazione di Stefano Blecich, Diablo ha iniziato un percorso di rieducazione durato alcuni mesi. Durante quell’arco di tempo il cane ha superato tutti i test per essere ritenuto idoneo a un adozione. Oggi Diablo è felice e vive da 2 anni in una nuova famiglia.

 

 

Siete stati contattati da Enpa o Asl per il Coronavirus. Come avete deciso di muovervi e di collaborare?

Nell’emergenza al Covid- 19 siamo stati contattati dall’azienda sanitaria della Lombardia e in particolare dall’Asl di Bergamo. In questa città, infatti, il Coronavirus ha causato molti decessi e sono tanti i cani rimasti senza padrone. Proprio per questo motivo ci siamo resi subito disponibili a portare il nostro aiuto in base alle esigenze (uscite con il cane, provviste di cibo, consegna farmaci veterinari ecc).

 

 

C’è una vera emergenza che riguarda i cani in questo periodo?

Come Odv ci teniamo molto a esprimere il nostro pensiero in merito: si sono registrati molti abbandoni a causa del coronavirus poiché alcune persone pensavano che gli animali fossero fonte di contagio, notizia assolutamente smentita dai veterinari e dall’istituto superiore della Sanità. Gli animali, e in particolare cani e gatti, in questo periodo possono essere d’aiuto per combattere la solitudine di molte persone sole o d’aiuto ai bambini per rallegrare le loro giornate.

 

 

Bull&love.rescue

Pagina Facebook: Bull&love.rescue

Sito Web: www.paypal.me/rescuebullelove

E-mail: bullloverescue@libero.it

Sede: Via Carlo Alberto 49, 10123 Torino

CF: 97840560011

Cellulare: Stefano Blecich 347-4969866 – Silvia 393-5742963

 

Razze canine. Crederci veramente, amarsi silenziosamente.

 

Partiamo dal presupposto che il mio punto di vista deriva prettamente dalle mie esperienze e dai contatti diretti che ho avuto con tutti gli animali con cui tutt’ora convivo: cani, gatti, tartarughe, pesci, calopsiti e gechi. Esperienza che mi ha portato ad approfondire la conoscenza sulle razze canine ogni volta che incontravo un nuovo cane o avevo intenzione di accoglierne uno.

 

 

Trovare la meraviglia in ogni essere vivente

Da quando ho memoria, ho sempre avuto un cagnolino al mio fianco, ma durante il percorso tortuoso della mia vita ho avuto occasione di incontrare e conoscere diverse specie di animali e diverse razze canine: dalle lucertole ai pennuti, dal gatto comune ai cani di razza. La passione di mia sorella più piccola per i draghi, e quindi l’amore immenso verso ogni tipo di rettile, pennuto, insetto, pelosetto oppure con le pinne, mi ha portato a trovare la meraviglia in ogni essere vivente che incontro e ad apprezzare ognuno nella sua particolarità.

 

 

Guardare il mondo attraverso gli occhi degli animali

Essere infermiera mi ha insegnato a vedere il mondo da un punto di vista del tutto nuovo e assolutamente completo. È proprio per questo motivo e per questa visione che mi permetto di condividere il mio parere e la passione con voi. Analizzare le varie razze canine permetterà di comprendere meglio le caratteristiche principali di quello che sarà un futuro membro della nostra famiglia, anche nel caso si trattasse di un ​incrocio​.

 

 

L’importanza di scegliere con cura

Questo permetterà al futuro padrone di capire se le caratteristiche specifiche della razza potrebbero soddisfare i bisogni e le esigenze di una famiglia, dando poi la possibilità di un inserimento ​permanente ​in essa. Questo non vuol dire che una razza con determinate caratteristiche sarà un cane perfetto. È certo che le difficoltà si presenteranno nonostante le scelte siano state ponderate, ma sta proprio al padrone fare in modo che questa ​convivenza ​diventi pacifica e piacevole per entrambi.

 

 

Crederci veramente, amarsi silenziosamente.

Ci sono alcune domande fondamentali da porsi prima di accogliere un cucciolo nella propria famiglia. Bisogna scegliere con cura, per evitare brutte sorprese. La scelta del sesso, la taglia, la razza, il temperamento dei genitori del cucciolo sono fattori che incidono moltissimo nell’individuazione della razza canina ideale per il padrone. È importante precisare che, indipendentemente dalla ​razza ​di un cane, ogni essere ha un carattere a sé. Sarà quindi compito del padrone superare una serie di ​difficoltà ​legate alla crescita di ogni cucciolo, che è unico e quindi sempre diverso dagli altri.

 

  • Zelda (Siberian Husky) mi ha insegnato che la pazienza non è mai abbastanza, ma che vale la pena combattere. Non fatevi ingannare dai suoi occhi a mandorla così ben definiti, questa meraviglia può essere un valido compagno, ma certamente non è per tutti.
  • Tapy (West Highland White Terrier) è stato un compagno fiero e costante. Mi ha sempre stupito con la sua immensa dedizione e fedeltà verso il suo unico padrone.
  • Luna (Épagneul Nano Continentale Papillon), nonostante la sua taglia così minuta, continua a sorprendermi con la sua spiccata intelligenza e voglia di imparare.
  • Susy (incrocio Pastore Tedesco e Bovaro del Bernese) è la dolce protettrice del branco, la prima che risponde nell’immediato ai comandi e al richiamo, rispettosa e infinitamente dolce nel suo essere, con una grande capacità di amare.

 

Susy

incrocio Pastore Tedesco e Bovaro del Bernese

Zelda

Siberian Husky

Luna

Épagneul Nano Continentale Papillon

Tapy

West Highland White Terrier

 

La giusta educazione in tenera età

La corretta crescita del cucciolo dipenderà soprattutto dalla giusta ​educazione in tenera età ​e da una serie di nozioni basilari, tutti facilmente reperibili. È bene anche affidarsi al consiglio degli esperti sul tema, ma la cosa migliore da fare è dedicare molto tempo al proprio cucciolo, così da conoscerlo piano piano. È importante comprendere che ogni cane, indipendentemente dalla razza, dalla dimensione e dal carattere, è sempre un ​impegno. Ogni cane ha bisogno di attenzioni, di tempo, di impegno poiché è un essere vivente di cui prendersi cura. Il cucciolo accompagnerà il proprio padrone con totale dedizione e fedeltà, volendogli bene sempre. Sono convinta che la semplice volontà di accogliere un nuovo essere vivente in famiglia non sia sufficiente. È necessario prima conoscerlo a fondo e accettarlo anche con i ​difetti ​che potrebbe avere, ancor prima che si manifestino. Una volta preparati e pronti, sarà una magnifica avventura, da passare insieme a un compagno fedele con cui divertirsi, fare sport, coccolarsi o soltanto esserci l’uno per l’altro.

 

 

 

Ritratti a 4 zampe: Sarah e Luna si raccontano

 

L’abbiamo incontrata e conosciuta attraverso il contest lanciato da Pet&People Magazine. Vi avevamo chiesto di inviarci la foto più rappresentativa con il vostro Pet e anche Sarah ha partecipato. La foto che ha scelto la ritrae con la sua splendida volpina bianca. Insieme hanno raccolto il numero più alto di voti e di preferenze. Ecco, quindi, l’intervista a Sarah.

 

 

Partendo dalla tua passione per la pittura, ricordi qual è stato il primo ritratto che hai fatto?

Certamente. Ricordo perfettamente il primo ritratto che ho eseguito ed è stato proprio grazie a quello che è nato il mio progetto “Ritratti a 4 zampe”. Si tratta del disegno della mia prima cagnolina che, purtroppo, è venuta a mancare troppo presto.

 

 

Quali emozioni ti dà dipingere e ritrarre animali?

Ho sempre considerato il disegno come una mia valvola di sfogo. Quando mi metto a disegnare entro nel mio mondo. In quel momento per me esistiamo soltanto io, il foglio e le matite. Ogni ritratto è a sé.

 

 

Come hai conosciuto/incontrato il tuo amico a 4 zampe? Come si chiama?

La mia volpina si chiama Luna ed è stata presa da mia madre dopo quasi sei mesi dalla perdita della mia prima cucciola. Mi ero ripromessa, dopo quel dolore così grande, che non mi sarei affezionata mai più a nessun altro cane. Avevo troppa paura di soffrire ancora. Ma non appena l’ho vista, visto che adoro gli animali, si è subito creato un rapporto speciale. Oggi sono passati quasi 8 anni dalla prima volta che l’ho incontrata e ringrazio il cielo di averla accanto a me.

 

 

Tre aggettivi per descrivere il tuo amico peloso: la bianca Luna…

Luna è permalosa, dolce e coccolona.

 

Qual è l’episodio più divertente che hai vissuto con lei?

È diventato un ricordo che mi porterò sempre nel cuore. L’ho vissuto questa estate. Vivendo in Sicilia, ho sempre portato Luna con me al mare. Ma lei non si è mai buttata in acqua. Quest’estate, durante una vacanza, si è inaspettatamente tuffata e ha cominciato a nuotare insieme a me. È stato davvero emozionante.

 

 

Qual è l’attività che preferite fare insieme? E la cosa più difficile che gli hai insegnato?

La cosa che preferiamo fare insieme è coccolarci, soprattutto nei momenti no. Lei capisce, viene e riesce a tranquillizzarmi. La cosa che sto cercando di insegnarle e su cui stiamo lavorando è il fatto che abbai appena vede un altro cane.

 

 

Ci siamo conosciuti attraverso la nostra pagina Pet&People Magazine: cos’è che ti piace di noi?

Ho conosciuto la vostra pagina Pet&People magazine per puro caso su Instagram. Mi ha colpito l’informazione che date sul mondo del pet. In maniera così familiare che riuscite a unire tutti quelli che come me amano questo mondo. Spero davvero che possiate diventare anche una rivista cartacea oltre che digitale. Sicuramente io la comprerei e chissà mi piacerebbe, perché no, farne parte.

https://www.instagram.com/ritrattia4zampe/

https://www.facebook.com/ritrattia4zampe/

 

 

Lo stress del gatto in corso di pandemia da Covid-19

 

Come Medico Veterinario è naturale estendere questa mia riflessione anche ai nostri animali d’affezione. Il riscontro clinico più forte in queste ultime settimane è che questo periodo, assolutamente straordinario per tutti, abbia avuto un impatto più schiacciante sui felini.

 

I gatti: questi esseri incompresi

I gatti, questi esseri ancora in parte incompresi dal genere umano, che nel luogo comune sono autonomi, poco affettuosi e opportunisti, stanno dando segnali di forte disagio da quando è iniziato il regime “io resto a casa”. Presso la Clinica Veterinaria Airone dove lavoro sono state numerose le richieste di consulenze per gatti che urinano negli angoli della casa e non, come fanno di solito, nella lettiera, che restano a lungo sulla sabbietta e magari piangono, che vanno e vengono dalla cassettina ogni 2 minuti o che producono urina con sangue.

 

 

Sintomi urinari caratteristici di cistite

Ebbene, tutti questi sintomi urinari, che in termini medici si definiscono disuria, stranguria, pollachiuria ed ematuria, sono caratteristici di cistite idiopatica felina. Si tratta di una infiammazione delle basse vie urinarie, generalmente non batterica, la cui causa principale è lo stress ambientale.

 

 

Cosa succede a livello fisico

L’uretra e la vescica si infiammano, la mucosa di cui sono rivestire diventa rossa, spessa, edematosa e sanguina facilmente. Questo processo implica forti bruciori durante l’urinazione e difficoltà ad emettere il getto di urina che si può ridurre a poche misere gocce, a volte emorragiche. I maschi sono i soggetti che manifestano le forme più gravi perché il tratto di uretra che attraversa il pene (veramente piccolo nel gatto) è molto stretto e quindi il passaggio di urina risulta estremamente difficoltoso. Nei casi di infiammazioni più severe, il passaggio di urina diventa impossibile.

 

 

Quali possono essere le cause

Potrebbe sembrare impossibile, ma per un felino, in particolare per un felino che vive esclusivamente nell’ambiente domestico, possono essere causa di stress una nuova pianta in casa, un elettrodomestico rumoroso, il cambio di disposizione dei mobili in una stanza, la presenza di un nuovo inquilino, che si tratti di un altro animale o di un umano. Figuriamoci quanto stressante possa essere per un felino avere l’intera famiglia, con tutti i suoi rumori, costantemente in casa considerando che fino a pochi giorni prima il gatto era abituato ad avere almeno otto ore di solitudine, tranquillità e silenzio.

 

 

Prevenire e trattare la cistite idiopatica del gatto

Fortunatamente la cistite idiopatica del gatto è una patologia che i Veterinari hanno studiato e monitorato negli anni. Esistono diversi rimedi utili non soltanto per trattarla, ma anche per prevenirla. Questi consigli sono utili a tutti i proprietari di felini che saranno impossibilitati a uscire ancora per un po’ di tempo. Per aiutarli è bene seguire i seguenti consigli:

  • Rispettare gli spazi domestici del gatto
  • Evitare rumori eccessivi
  • Ridurre al minimo i cambiamenti spaziali dell’ambiente domestico
  • Mettere a disposizione del gatto una nuova lettiera in un luogo tranquillo per permettergli di urinare in più punti della casa. Se ci sono più gatti conviventi nello stesso appartamento, è bene che ogni gatto abbia una lettiera per sé e che ce ne sia una in più a disposizione di tutti
  • Distribuire nella lettiera semplice sabbietta, vanno bene anche quelle economiche, l’importante è che vengano tenute pulite e cambiate spesso. Meglio evitare sabbiette con cristalli profumati o assorbi-odori, o con altri particolari caratteristiche che promettono di far durare la sabbietta più giorni. Assorbono l’odore per noi, ma non funzionano per l’olfatto finissimo del gatto.
  • Diffondere nell’ambiente, nel suo giaciglio e nelle lettiere feromoni appaganti felini che hanno una azione calmante e antistress assolutamente naturale.
  • Far assumere al gatto quanta più acqua possibile in modo da diluire le urine e lavare via l’infiammazione. Come?

È necessario far assumere al gatto la maggior quantità di acqua possibile. È possibile farlo aggiungendo acqua tiepida nel cibo che diventerà, così, una sorta di zuppa. In questo modo, il gatto assumerà liquidi anche mentre mangia. È consigliabile distribuire più ciotole di acqua in stanze diverse. È possibile rendere l’acqua più appetitosa arricchendola con cubetti di ghiaccio fatti con brodo di carne (se non ci sono controindicazioni date da altre patologie in atto). Inoltre i gatti amano l’acqua in movimento: è una buona idea lasciare che beva acqua corrente dal lavandino, dal bidet o da apposite fontanelle acquistabili in negozi specializzati.

 

 

La prevenzione è importante

Noi Medici Veterinari sottolineiamo sempre che la prevenzione è importante. Ci capita spesso di vedere gatti arrivare in clinica in condizioni critiche. I gatti avevano dato segnali di cistite, ma i proprietari, spesso, non sono stati in grado di interpretarli. A volte i gatti arrivano con una ostruzione uretrale e una conseguente insufficienza renale acuta. In casi così, necessitano di cateterizzazione urgente, esami del sangue e ricovero con prognosi riservata. Alcuni felini, refrattari alle terapie, presentano molteplici ostruzioni uretrali con lesioni irreversibili e hanno come ultima possibilità un intervento chirurgico di uretrostomia (una sorta di femminilizzazione) in cui si elimina il pene e il tratto di uretra più stretto. Vi ricordo, infine, che i gatti (e i cani) non fanno i dispetti! I sintomi urinari del gatto devono essere riconosciuti da ogni proprietario di gatto e non vanno sottovalutati. Se un gatto cambia le sue abitudini e i suoi comportamenti c’è sempre un motivo.

 

Dottoressa Sofia Bertolino

DMV Ord. VI 496

 

 

Clinica Veterinaria Airone 

Via Lago di Garda 20

36015 Schio (VI)

aironevet@gmail.com

 

 

Graziella Aniquetto: tra cucito, mascherine e amore per i gatti

 

Quando l’ho incontrata per la prima volta, ho pensato a una fatina. Sì, perché Graziella porta con sé una particolare eleganza, un fascino misterioso e mai esibito, ma soprattutto una dolcezza che si esprime attraverso quei suoi bellissimi occhi scuri. A volte, ora che ho avuto l’occasione e la fortuna di conoscerla meglio, si sottovaluta un po’ e forse lei stessa è la prima inconsapevole di tutte le qualità che ha e che gli altri vedono in lei. Ora ha avuto la bellissima idea di cucire personalmente alcune mascherine per aiutare i bisognosi. Vi racconto tutto nell’intervista che Graziella ha rilasciato in esclusiva a Pet&People magazine.

 

 

Quando hai capito che cucire era un tuo talento?

Mi è sempre piaciuto cucire. Non so se sia un vero e proprio talento, una passione sicuramente. Fin da piccola guardavo nonna farlo e ho provato io stessa qualche volta, ma non ho mai pensato potesse diventare un’occupazione seria. Poi, qualche anno fa, in un periodo in cui ero rimasta senza lavoro trovai un volantino che sponsorizzava una scuola: corsi di taglio e cucito. Senza nemmeno pensarci mi sono ritrovata a frequentarla. Lo scorso anno ho conseguito l’attestato. Continuo a seguire il corso per migliorare, mi trovo bene sia con le compagne sia con l’insegnante che è meravigliosa. Mi diverte molto creare i vestiti per me.

 

 

In tempo di Coronavirus, hai scelto di confezionare mascherine? Perché?

All’inizio me lo ha suggerito Daniela, una mia carissima amica. Lei mi incoraggia sempre a creare e, in questo caso, scherzando mi diceva che potevano diventare un ottimo business. Poi quando ho visto che qui da noi in Brianza non se ne trovavano, ne ho confezionate inizialmente due per necessità, una per me e una per il mio compagno, per poter uscire di casa. E così ho scoperto che le persone le apprezzavano. Ora ne sto facendo alcune su richiesta.

 

 

Cani e gatti tra i soggetti preferiti. È stata una scelta, una richiesta o una casualità?

È stato casuale, ma dovuto alle mie scelte, diciamo. Ho iniziato a confezionare le mascherine quando era già cominciato il lock-down e quindi mi sono dovuta accontentare della stoffa che avevo a casa. Di solito quando vado in un negozio di stoffe finisco sempre nel reparto scampoli e prendo inevitabilmente qualche pezzo con le stampe di cani e gatti perché sono i miei soggetti preferiti. In genere uso questo tipo di stoffa per fare le classiche sporte della spesa. Fra tutte le stoffe che avevo a disposizione, ho pensato che queste potessero essere soggetti adatti anche per le mascherine e così ho iniziato a utilizzarle per questi particolari articoli.

 

 

Se avessi la possibilità di scegliere un desiderio, cosa sceglieresti?

In questo momento, la prima cosa che viene in mente, ma credo sia così per tutti, è che finisca la pandemia e si trovi una cura o un vaccino efficace per combattere il Coronavirus così che tutto possa tornare alla normalità. Se dovesse essere invece qualcosa legato strettamente alla mia persona, anche se può sembrare banale, mi piacerebbe trovare la mia stabilità professionale. Non sarebbe male!

 

 

Sappiamo che i gatti sono la tua passione. Ci parli della tua esperienza più significativa con un animale domestico?

Ho avuto molti animali, gatti e due cani stupendi, ma sicuramente la più significativa è stata quella con Oscar. Oscar era un gatto, era… perché è mancato il 27 febbraio 2019, a 17 anni. Ero all’ultimo anno di superiori, la gatta di Valentina, mia compagna di classe, ebbe dei gattini e io adottai uno di quei batuffoli tigrati: Oscar. Aveva un carattere difficile, era indipendente, dispettoso e testone. Un gatto che miagolava pochissimo e non faceva fusa. O meglio, non regalava fusa a nessuno, perché quando eravamo soli, io e lui, e mi veniva in braccio, si sentivano basse basse. Quelle fusa, così strane e lievi, avevano la capacità di rimettere insieme i miei pezzi nei momenti no. E lui lo sapeva. Siamo cresciuti insieme, vivevamo praticamente in simbiosi. Sono stati 17 anni meravigliosi e quando se n’è andato mi ha lasciato un vuoto enorme. Ho tatuato il suo nome sulla caviglia in suo ricordo, indelebile come lui. A dicembre io e il mio compagno abbiamo adottato un gatto randagio, mio papà lo ha trovato abbandonato e non me la sono sentita di lasciarlo al suo destino. Più che un gatto è un cartone animato, di fusa ne fa anche troppe oltre a russare perché ha la rinite cronica. Lo abbiamo ribattezzato Gandalf Grigino, è uno strano personaggio. Un legame come quello che ho avuto con Oscar non lo avrò credo mai più con nessun altro gatto, però ammetto che gli voglio già bene!