Un mese indimenticabile

Durante quel mese, infatti, con la sua padrona Eleonora Piseddu – di professione veterinaria -, ha percorso il Cammino di Santiago di Compostela diventando inconsapevolmente una vera e propria star. Sono state migliaia le persone che, durante il Cammino, l’hanno immortalata in situazioni divertenti o semplicemente mentre camminava al fianco della sua padrona.

Una storia commuovente

Isotta ha alle spalle una storia commovente: è stata ritrovata da una volontaria palermitana mentre, ancora cucciola, si aggirava in una discarica della periferia di Palermo alla ricerca di cibo. La volontaria l’ha raccolta da quel luogo inospitale, l’ha sfamata, pulita e vaccinata e ha messo la sua fotografia su Facebook. Eleonora, da sempre innamorata degli animali, ma ancora ferita dalla perdita della sua ultima cagnolina, si era ripromessa che di cani non ne avrebbe mai più voluti. Poi ha visto la foto di Isotta ed è stato amore a prima vista. Ha chiamato per averla, ma la piccolina era già stata quasi certamente affidata ad altre persone. Due settimane di silenzio, di vuoto e di attesa, ma su Isotta nessuna notizia. Allora Eleonora ha richiamato la volontaria che finalmente le ha dato la buona notizia: le persone che precedentemente si erano interessate a Isotta avevano rinunciato alla cagnolina e Isotta era finalmente pronta per partire in direzione Bergamo. E così è stato: quel musetto dagli irti peli, dagli occhi dolcissimi e dalle orecchie esageratamente lunghe era qui, pronta a dare e ricevere attenzioni e amore.

Il Cammino di Santiago

E da lì è nata la loro storia insieme fatta di quotidianità, ma anche di una impresa eccezionale: partecipare al Cammino di Santiago di Compostela. Eleonora stava vivendo un periodo di profonde riflessioni e desiderava un cambiamento. Al Cammino di Santiago stava pensando da anni, ma ora l’idea di separarsi da Isotta per un mese la scoraggiava nell’intraprendere l’impresa. E così decise di portarsela con sé.

Un cammino irto

Gli ostacoli erano molti, ma Eleonora, veterinaria esperta, non si è arresa e ha pianificato tutto, fin nel minimo dettaglio. Il primo elemento di cui ha tenuto conto è il fatto che Isotta è un cane di piccole dimensioni e dalle zampette corte. Pur essendo vivace, non è abituata a camminare per 15/20 Km al giorno e soprattutto non era pronta a sopportare una trentina di giorni consecutivi di cammino. Ecco quindi l’idea di far affrontare a Isotta un allenamento tre volte a settimana sulle colline di Bergamo e in Città Alta, e di portare un carrellino per trasportarla quando fosse risultata stanca e spossata. La Spagna, in base alle ricerche di Eleonora, che poi si sono rivelate veritiere, non è un paese troppo ospitale con i cani. Quindi sapeva che in molti ostelli non le avrebbero lasciate entrare. Il carrellino si rendeva necessario anche per trasportare una tenda per dormire in caso di necessità (e vi hanno dovuto dormire per 4/5 notti). Infine, era necessario pensare al sostentamento del cane per un intero mese e da sola sarebbe stato impossibile riuscire a trasportare tutto. Quindi il carrellino si è rivelato la scelta migliore ed è stato anche un oggetto in grado di attirare moltissime attenzioni e moltissimi aiuti.

In partenza per arrivare alla meta

Il viaggio è iniziato il 5 settembre da Burgos, di mattina, e si è concluso 19 giorni più tardi arrivando con un gruppo di amici incontrati per strada alla Cattedrale di Santiago di Compostela. Eleonora, Isotta e gli amici incontrati strada facendo sono stati soprannominati “La compagnia del carretto” e hanno formato un gruppo di amici che ancor oggi si frequentano. “È stata un’esperienza meravigliosa” racconta Eleonora “anche perché in più di un’occasione ho trovato una forza straordinaria dentro me stessa per andare avanti anche grazie alla compagnia silenziosa ma amorevole di Isotta. Davanti a salite irte, davanti a paesaggi sempre uguali in cui vacillavo psicologicamente, c’è sempre stato qualcuno pronto a darmi una mano e a farmi proseguire sul cammino. Ho visto paesaggi unici, sterminati campi di grano, posti incantevoli. Ho avuto paura, ad esempio quando Isotta è sparita in un bosco, attratta dall’odore degli animali selvatici, ed è rimasta lontana per oltre mezz’ora. Credevo si fosse persa e non sarebbe più tornata, e mi sono sentita smarrita. È stata tosta, ma ce l’abbiamo fatta”. Ma l’emozione più grande è stato l’arrivo alla Cattedrale: il raggiungimento dell’obiettivo. “In quel preciso istante, quando mi sono trovata nella piazza antistante” prosegue Eleonora “ricordo di aver provato l’emozione più intensa e insieme più triste di quei lunghi e meravigliosi giorni. L’arrivo a Santiago definiva anche la fine del cammino facendomi provare sentimenti contrastanti”. E poi Finisterre, uno sguardo sull’oceano rivolto al futuro, e un tatuaggio fatto in loco, sul braccio: la conchiglia di Santiago, simbolo del cammino e indelebile ricordo di un’esperienza di vita perché la vera esperienza è “mettersi in viaggio”.